Un Presepe senza Re Magi

Mauro 9 Gennaio 2010
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Una provocazione dell’arcivescovo Montenegro di Agrigento: un presepe senza Re magi perché fermati alla frontiera.
Quando si parla di immigrati non basta dire “noi Italiani siamo buoni. La bontà si deve spezzare con il pane ogni giorno e tante volte la bontà deve diventare anche pane per gli altri, e non solo pane, questo è certo.” L’arcivescovo di Agrigento, Francesco Montenegro, così difende l’iniziativa della Caritas diocesana di allestire nella Cattedrale di San Gerlando un presepe senza Magi con un cartello “Respinti alla frontiera insieme agli altri immigrati”. Come spiegato alla Radio Vaticana, il gesto non intendeva avere alcun taglio politico, ma essere una provocazione pacifica per far riflettere i cristiani sul valore dell’Epifania. Purtroppo c’è ancora una cultura di non accoglienza, per cui nonostante si faccia festa per accogliere il Bambino Gesù, ci si accorge che il nostro cuore è chiuso agli altri.

Una legge in tema di immigrazione è necessaria – dice Valerio Landri direttore della Caritas diocesana (a cui viene lasciato il compito di rispondere al problema immigrazione) spiegando l’iniziativa, ma bisogna anche comprendere che si tratta di gente disperata.

Aggiungo: Con i ragazzi del gruppo scout di Cattolica abbiamo affrontato in parte il tema dell’immigrazione e dei problemi che comporta, ma spesso si nascondono sotto falsi problemi di criminalità, di giustizia…come se tutti queste persone venissero in Italia per esser criminali, quando non capiscono che scappano da Paesi poverissimi, rischiando la pelle nelle attraversate dall’Africa all’Italia. Il Presepe, il Crocifisso sono simboli che dovrebbero ricordarci impegno civile, servizio, vita. Un simbolo non vale niente se privo di senso….

Category: Da riflettere
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