Quando il videogioco fa turismo

Mauro 4 Settembre 2010
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Atami, città turistica e balneare del Giappone, che negli ultimi anni ha avuto un calo di presenza di turisti perché preferiscono volare all’estero, ha avviato una collaborazione con la Konami, una delle principali aziende di videogiochi del mondo. Insieme hanno realizzato il gioco Love Plus, una sorta di tamagotchi, dove al posto del cucciolo mostriciattolo da affamare, c’è da prendersi cura di una dolce ragazzina, instaurando una dolce e romantica storia d’amore, facendola divertire, portandola al cinema, a cena nella città di Atami.

Nel primo mese della campagna promozionale lanciata nello scorso luglio, oltre 1500 ragazzi, fans del videogioco, hanno scelto Atami per rivivere il viaggio romantico con le loro ragazzine. I maschietti sono veri. Le femminucce sono cartoni animati su uno schermo. I viaggi sono veri e costosi e puntano a ri-creare il weekend come viene vissuto nel videogioco.

Lo scopo del videogioco non è trovare la ragazza ma mantenere una relazione con lei come una romantica storia d’amore tra adolescenti. Compiti dei Romeo del futuro è accompagnare la propria Giulietta a scuola mano nella mano, scambiare dolci parole e messaggi, aiutarla a far i compiti, sino ad aspettarla all’uscita della scuola nella speranza di un bacino…il tutto attraverso lo schermo touch-screen del Nintendo DS.
Il videogioco non ha tuttavia contenuti sessuali, se non la possibilità di accarezzare il viso con il pennino del touch-screen.

Ad Atami, ristoratori ed albergatori hanno pertanto cercato di mettere a proprio agio questi Romeo, che sebbene single, vengono accolti in stanze matrimoniali, con menù per coppie. Il soggiorno non è proprio gratuito…una camera nello storico hotel  Ohnoya può arrivare sino a 500 dollari a notte. Il gioco è parte della città e viene promosso con manifesti e pannelli pubblicitari, magazzini, ristoranti con dolci e nuovi piatti. La Konami ha realizzato applicazioni per l’Iphone che permettono addirittura di far fotografie insieme alla propria ragazzina virtuale nella città balneare.

Si tratta sicuramente di un bell’esempio di promozione incrociata. Magari nei prossimi anni potremmo vedere la pubblicità del nostro hotel di Cattolica tra i pannelli pubblicitari di un PES o un Fifa. Spero, tuttavia, che simili tamagotchi con ragazzine non vengano importati in Italia, terra del romanticismo e de l’amor cortese.

Category: Da riflettere
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